Il record dei Campbell: mille notti su Airbnb (alla soglia della pensione)

La pensione è alle porte e Debbie e Michael Campbell decidono di vivere un’ultima avventura: mollano tutto e viaggiano intorno al mondo grazie ad Airbnb.

Viaggiare non è mai solo spostarsi da un luogo all’altro. Viaggiare è mettere in moto il cuore, la mente, l’anima. Viaggiare è anche raccontare e vivere una storia indimenticabile. Lo è sempre, per i viaggi brevi e per quelli più lunghi. Lo è soprattutto per chi ha deciso di fare del viaggio la propria vita.

È questa per esempio la storia dei Senior Nomads: loro si chiamano Debbie e Michael Campbell e a un certo punto della loro vita, anche se non più giovanissimi, hanno deciso di mollare tutto e dedicare la propria vita al viaggio. Riuscendo anche a raggiungere un record senza precedenti…

senior nomads

Una nuova avventura

Lui faceva il marketing manager, lei la grafica. Se la cavavano piuttosto bene: casa di proprietà a Seattle, nello Stato di Washington, una barca e diverse automobili. All’approssimarsi della pensione, però, sentono che quella vita, quella città gli stanno strette. Non perché disprezzino le origini, tutt’altro. Seattle, scrivono nel loro blog, “è una delle più belle città d’America e un gran bel posto da chiamare ‘casa’”.

La svolta arriva nel luglio del 2013, quando Debbie ha 58 anni e Michael 68:

«Quando abbiamo visto avvicinarsi la pensione, abbiamo sentito di avere “un’ultima avventura dentro di noi”: abbiamo affittato la casa, venduto la barca e una delle nostre auto. Ci siamo sbarazzati di gran parte della nostra roba, finché la parte restante non sarebbe entrata in un piccolo magazzino. Abbiamo detto addio a familiari e amici, e siamo partiti per esplorare il mondo!».

Da allora, Debbie e Michael sono diventati i Senior Nomads, i nomadi “anziani”, come si autodefiniscono: da allora raccontano le loro avventure in un blog che porta proprio questo nome. Da quando sono partiti hanno visitato più di 200 città, in 68 diversi Paesi. Soprattutto in Europa, ma anche in Africa, nel Medio Oriente e, più recentemente, in Asia Centrale.

La particolarità della loro avventura? Niente alberghi (o quasi), solo appartamenti affittati su Airbnb.

senior nomads affitti brevi

1.000 notti

«L’obiettivo era di condurre la nostra vita quotidiana, proprio come avremmo fatto se fossimo rimasti a Seattle, ma vivendo nelle case di altre persone: finora l’esperienza ha soddisfatto in tutto le nostre aspettative. Da quando ce ne siamo andati, abbiamo vissuto in più di 148 case Airbnb».

Quello dei coniugi Campbell è una sorta di record: da quando sono partiti hanno trascorso più di mille notti in case Airbnb. Una scelta dettata da una filosofia ben precisa di viaggio: Debbie e Michael, infatti, non cercavano dei luoghi di vacanza, ma dei posti da chiamare ‘casa’, lungo il cammino:

«La verità racconta Debbie è che i nostri host Airbnb ci hanno fatto sentire benvenuti in tutti e 4 i continenti che abbiamo visitato. Abbiamo bisogno di sentirci a casa: ed è questa la ragione profonda per cui usiamo Airbnb».

E pensare che, prima di partire, non avevano idea di cosa fosse!

piattaforma airbnb

L’idea è stata loro suggerita dalla figlia Mary: non avevano infatti mai sentito nominare il sito web per affitti brevi. Allo stesso tempo, avevano bisogno di mantenere abbastanza basso il budget: 90 euro a notte. È quanto, secondo i loro calcoli, avrebbero comunque speso restando a Seattle.

Vero è che non hanno dormito sempre in appartamenti Airbnb. Facendo qualche calcolo, infatti, quando hanno raggiunto il traguardo delle mille notti, i giorni di viaggio erano già 1.500: alcuni amici e parenti li hanno infatti ospitati lungo la strada. Ma i due avventurieri non hanno disdegnato pernottamenti in mezzi di trasporto (come quella volta che hanno dormito in un treno notturno, in Sudafrica) o safari senza sosta per più giorni di cammino.

appartamenti airbnb

E domani?

Di doman non c’è certezza, scriveva il Magnifico. E con questo spirito i Campbell continuano a girare il mondo. In realtà, i loro piani iniziali prevedevano un viaggio di appena 6 mesi. Un ‘test di prova’, l’hanno chiamato poi. Diventato successivamente un vero e proprio stile di vita, alimentato dalla spontaneità, dalle loro passioni e dalla gentilezza degli sconosciuti (di quella degli host, soprattutto, come abbiamo accennato).

Il nostro viaggio come ‘nomadi’ è appena cominciato”, spiegano: se consideriamo che mancano ancora quasi i due terzi dei Paesi del mondo da visitare, il cammino è ancora lungo. Intanto, i due hanno deciso di staccarsi completamente dalle proprie radici: hanno infatti venduto la casa di Seattle e sono diventati dei nomadi nel vero senso della parola!

Ci siamo sempre detti che continueremo finché ci divertiremo, impareremo, rimarremo nel budget e ci ameremo” ha spiegato Michael.

E d’altronde sono in buona compagnia. Secondo Airbnb, la passione per il viaggio anche tra persone di una certa età è in forte crescita. I dati della piattaforma mostrano che i viaggiatori ‘senior’ sono aumentati del 64% nell’ultimo anno. Che siano stati ispirati dalla storia dei Campbell? Certo è che non si tratta del tipo di notizia che si legge tutti i giorni. Ma è sicuramente la dimostrazione che la passione del viaggio non ha età. E che un bravo host non fa solo business, ma fa sentire a casa, sempre, i propri ospiti.

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